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MARATHON DLES DOLOMITES: 6 luglio 2025

Domenica 6 luglio si è svolta la gara a cui hanno partecipato, per la nostra squadra, Andrea Scarabat e Gian Andrea Crismanich. Di seguito l’articolo che ci ha fatto pervenre Andrea raccontandoci la sua esperienza.

MDD 2025 come un romanzo, ma stavolta cominciamo dalla fine: ho fatto un capolavoro! 3 ore e 52 secondi, il miglior tempo di sempre sul percorso corto! Meglio financo di tredici anni fa quando ero un’atleta giovane e forte pieno di vigore ed entusiasmo all’esordio nella Maratona delle Dolomiti! Giuro, stento ancora a crederci perchè, anche se nell’ultimo mese i segnali c’erano tutti, non credevo davvero di poter migliorare quel tempo.

Al momento dell’iscrizione mi trastullavo ancora con l’idea di affrontare il percorso medio per rendermi conto ben presto che tremila metri di dislivello nelle gambe non ce li avevo più. La terapia antiaritmica ha fatto davvero tanto ma per i miracoli ci vuole altro, e due anni pieni nei quali ho fatto tanta fatica pedalando piano ma con il cuore che pareva il batterista dei Maneskin, hanno lasciato il segno. “Beh, potresti prenderlo con calma” aveva detto il buon Urgo. “No grazie” avevo risposto. “Nel 2015 andando “forte” avevo chiuso in 5 ore e 55, prenderlo con calma oggi significherebbe fare un tempo vicino alle 7 ore e non ho proprio voglia di stare tanto tempo in sella”.

Ho fatto cinque edizioni della Sportful Dolomiti Race, tutte in un tempo compreso tra le 6 ore e 20 della prima esperienza alle 6 ore e 10 dell’ultima e ho sempre pensato che quello fosse il mio limite, oltre a quello la sofferenza avrebbe superato di gran lunga il divertimento.

“Sarebbe stato quindi percorso corto, ma un percorso corto fatto bene” mi ero detto iniziando la preparazione Bene quanto? L’obiettivo potevano essere le 3 ore e 8 minuti del 2021, ultimo anno nel quale avevo fatto una stagione quasi agonistica sebbene si fosse palesato il fastidio cardiaco che mi avrebbe limitato in seguito.

E quindi via andare, col naso all’insù per tre mesi e venticinquemila metri di dislivello affrontati, strano per me, con disciplina e concentrazione, sempre sul pezzo, rarissimi i fuori giri. E quasi a sorpresa, in alcune occasioni e sempre più spesso le gambe iniziano a girare che è una meraviglia e fioccano tempi interessanti, prima in MTB (il Cocusso da Vhrpolje in un tempo incredibile, “ma sei sicuro che non ti si sia impallato il Garmin?” mi chiedeva Beppe, altro compagno di merende e pedalate all’alba) poi anche in bici da corsa (il Nanos, l’Auremiano ed alcuni segmenti attorno a S.Servolo). Ciliegina sulla torta: record di scalata al Tajano dieci giorni prima della Maratona.

Sembravano insomma esserci tutti gli ingredienti per divertirsi quando l’improvviso ricovero di mia moglie per una polmonite mette tutto in forse. Poi, fortunatamente, Rosanna migliora. La vacanza post Maratona salta, ma decido comunque di andare in Badia giusto il tempo per fare la MDD. “Quest’anno non si va per partecipare alla “festa”” mi dico “se vado da solo è per fare LA GARA” Ma che gara sarebbe stata? Avrei trovato la concentrazione e la gamba giusta? I mille pensieri, le mille preoccupazioni dell’ultima settimana avrebbero lasciato spazio alla tranches agonistica?

La domenica mattina, sulla lieve salita che posta a La Villa alta mentre pedalo verso le griglie di partenza arriva una prima risposta: le gambe sembrano super! “Bene” mi dico “me la posso giocare davvero!”

Pronti? Via! Per prendere la prima parte allegro andante ma senza stress la tattica è “inseguimento patate”, e cioè saltare sulle ruote di quelle le aitanti donzelle che avessero l’ardire di superarmi e cercare di tenerle più a lungo possibile fino alla cima del Campolongo, poi discesa prudente verso Arabba (ma poi prudente mica tanto visto la sorprendente assenza di “traffico”) ed affrontare il Pordoi con la massima concentrazione con buon ritmo e potenza ma senza fuori giri. Poi si vedrà. Ma proprio in cima al Pordoi, da sempre il tratto più “ostico” per me, un’occhiata al cronometro genera la consapevolezza di poter fare davvero un capolavoro.

“E vai Panta!!!! Ci siamo! Adesso cattivo fino al traguardo!!!!” mi son detto. Record di scalata in tre salite su quattro, tempi record su tutte le discese. Insomma, la settima MDD è andata così, davvero una storia incredibile. E non finisce qui…(spero almeno)

Pubblicato il Gare bds

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